Biljana Petrovic
Biljana Petrovic (Belgrado, 1975) rappresenta una voce distintiva nel panorama scultoreo contemporaneo.
Nel 1996, con il trasferimento in Italia, il suo talento trova il terreno ideale per fiorire. Sebbene inizialmente indirizzata alla pittura, l’incontro con il marmo presso l’Accademia di Bologna segna una svolta irreversibile: una “passione febbrile” che trasforma la materia lapidea nel suo linguaggio d’elezione.
Al centro della ricerca di Biljana Petrovic risiede esclusivamente la figura umana. L’artista non si limita alla riproduzione anatomica, ma esplora il corpo come soglia tra il sensoriale e lo spirituale.
Vive e opera nella provincia di Bologna, dove continua a indagare i segreti della forma e dell’anima attraverso la materia.

Bronzo – 45x80x80 – 2014

Marmo, pezzo unico – 30x47x25 – 2011

Resina – 25x45x35 – 2021

Resina – 44x38x30 – 2023

Bronzo – 52 + 12 (base) – 2022
Biografia
Biljana Petrovic nasce nel 1975 a Belgrado, capitale della Serbia (ex Jugoslavia).
Fin dall’infanzia il suo interesse e la sua curiosità verso l’arte predominano su qualsiasi altra cosa. Passa ore a disegnare ovunque le capiti provando a riprodurre, con mani non ancora abbastanza grandi da tenere bene una matita, i capolavori dei grandi maestri che con stupore osserva nei libri di pittura.
Questo suo grande interesse per quella magia chiamata arte non la abbandonerà mai e maturando nel tempo la passione si rivelerà una vera vocazione, racconto da decidererne il percorso della propria vita.
Il bisogno di dedicarsi interamente all’arte la condurrà a decisioni difficili e dolorose, ma inevitabili. Gli anni più ardui vissuti nel suo paese, già da tempo disagiato politicamente ed economicamente, vengono appesantiti dai venti delle nuove guerre in corso che cominciano a soffiare minacciosamente e sempre più forti su tutta la popolazione. Come tantissimi suoi coetanei (e non solo) si sente costretta ad immigrare per potersi costruire un futuro.
Guidata sempre dalla devozione verso l’arte, sogna di studiarla ed approfondirla sotto tutti i suoi aspetti. Nel 1996 coglie con entusiasmo, ma anche con quella malinconia di chi lascia la propria casa e le persone più care, l’invito di una sua parente che vive in Italia. Un’occasione per rendere possibile la realizzazione del suo sogno da artista.
Lo stesso anno si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, al corso di pittura. Durante il suo percorso di studio comincia a volgere i suoi interessi verso la scultura, trascorrendo sempre più tempo nell’aula delle tecniche del marmo. L’affinità con il materiale è immediata, totale. Nasce così una passione febbrile per la scultura, ma soprattutto – per la scultura in marmo.
La prima opera in marmo (eseguita totalmente con attrezzi manuali: martello e scalpello, seguendo la scuola degli antichi maestri) è COGITO ERGO SUM . Per le successive opere si utilizzeranno attrezzi moderni, ma l’esperienza manuale lascerà comunque un’impronta importante nel suo modo di sentire e percepire la pulsazione di questo materiale speciale.
Per questo artista l’unico tema che muove i suoi interessi e le sue curiosità rimane la figura umana, come risorsa inesauribile di esperienze sensoriali quanto spirituali. Spesso ispirandosi alla danza e al tempo stesso alla musica, ove il movimento del corpo appare più perfetto ed armonioso, cerca di trasmettere attraverso l’arte più materica qualcosa di etereo e mistico, evanescente come lo spirito e l’anima dell’uomo.
Durante la fase creativa tutto parte quasi sempre da un modello reale e preciso, ma le modifiche libere apportate che seguono un immaginario idealizzato e molto personale sono sempre presenti in ogni sua opera, caratterizzandone la forma e rendendola unica. I volti sono quasi sempre ideati, concepiti da varie visioni immagazzinate inconsciamente durante il percorso di vita dell’artista.
Le prime commissioni pubbliche eseguite dall’artista sono due sculture in bronzo, realizzate per l’ambito ecclesiastico: Il Crocifisso (situato davanti alla Chiesa di Santa Croce, Fontanellato – Parma) e la porta principale di ingresso della Chiesa di SM Maddalena, Folta Albareto.
I suoi lavori, che includono sculture, disegni e dipinti, si trovano in diverse collezioni private tra Italia ed estero . Attualmente nella piazzetta aderente a Piazza Maggiore di Bologna sono esposte tre sue sculture in bronzo, fino alla fine dell’anno 2017.
L’artista ha partecipato a numerose mostre collettive e ha avuto varie mostre personali.
Vive e lavora nella provincia di Bologna.