Roberto Fiasella

Nato nel 1972 a Saint Croix, in Svizzera, ma radicato fin dall’infanzia nelle terre di confine tra Liguria e Toscana, Roberto Fiasella incarna l’incontro tra rigore tecnico e sensibilità cosmica.

La sua evoluzione artistica è segnata da un binomio inscindibile: l’accademismo formale e un’atavica passione per il mondo equestre, elemento che non rappresenta solo un soggetto, ma una vera e propria chiave di lettura del mondo.

Nel 1996 l’incontro con lo scultore costaricano Jorge Jiménez Deredia segna l’inizio di un profondo sodalizio intellettuale e artistico. Il cavallo, presenza costante nella vita quotidiana dell’artista, diventa per Fiasella l’oggetto di un’indagine quasi anatomica e spirituale.

Attraverso il disegno e la pratica sportiva, l’artista ne sonda i gesti più intimi, trasformando la potenza muscolare in armonia plastica.

La passione per l’arte e per gli sport equestri si fondono in un unico progetto di vita, dove il movimento del corpo diventa espressione dell’anima.

Tecnica mista - stampa su tela ritoccata a mano – 100x125 – 2025

Tecnica mista - stampa su tela ritoccata a mano – 100x125 – 2025

Bronzo, granito nero – 57x60x27 – 2019

Bronzo, granito nero – 57x60x27 – 2019

Bronzo, granito nero – 89x53x40 – 2019

Bronzo, granito nero – 89x53x40 – 2019

Gesso patinato – 40x62x20 – 2025

Gesso patinato – 40x62x20 – 2025

Biografia

Roberto Fiasella è nato il 22 gennaio 1972 da padre toscano e da madre pugliese a Saint Croix, in Svizzera. Dopo la sua nascita i genitori si sono trasferiti a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Sin dall’infanzia si è manifestata una passione per i cavalli che condizionerà tutta la vita ed anche la visione artistica.

Conduce gli studi d’arte nella vicina città di Carrara ed è proprio in quel periodo che avvengono i primi approcci alla scultura e alla pittura.

Nel 1996 l’incontro con lo scultore costaricano Jorge Jiménez Deredia, con il quale inizia una fruttuosa collaborazione. È a bottega dal Maestro, impara i segreti di questa forma d’arte così complessa e struttura il suo pensiero facendo propria la visione di Deredia, basata su una concezione cosmica della vita, in cui la materia è in continuo stato trasmutativo, l’esperienza umana solo una fase di coscienza dell’intero ciclo, la morte un semplice cambio di forma.

In questi anni ha il privilegio di conoscere il critico francese Pierre Restany e ascoltarne le riflessioni sulla percezione dell’arte, analizzando nello specifico l’opera di Deredia.

Sono di tali anni i numerosi disegni attraverso cui avvengono molte delle sue intuizioni formali che lo porteranno successivamente a realizzare sculture complesse come “Amanti”.

Il quotidiano contatto con i cavalli gli permette di indagare  la loro forma, studiarne i gesti più singolari e capirne i segreti più intimi, e farne arte.

La passione per l’arte e per gli sport equestri ad un certo punto si fondono in un unico grande progetto di vita.

Dal 2022 espone le sue opere in continuità, ampie e positive le ripercussioni in ambito specifico.

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